Nel rispetto dei diritti delle persone indagate e della presunzione di innocenza, per quanto risulta allo stato, salvo ulteriori approfondimenti e in attesa del giudizio, si comunica quanto segue.
La Polizia Locale di Trieste, a seguito di una minuziosa indagine durata diversi mesi, ha individuato il presunto responsabile di una truffa ai danni di un’anziana donna triestina, realizzata attraverso la tecnica del cosiddetto “finto Carabiniere”.
Si tratta di una delle truffe più insidiose ai danni delle persone anziane, basata proprio sull’inganno e sulla paura. Il modus operandi è ormai noto: i truffatori, fingendosi appartenenti alle Forze dell’Ordine o dipendenti pubblici, contattano la vittima riferendo che un familiare sarebbe coinvolto in un grave fatto criminoso e chiedono la consegna di denaro e oggetti preziosi, con il pretesto di evitare conseguenze per la persona cara.
Questo è quanto è accaduto a settembre dello scorso anno, quando un’anziana donna, convinta che il marito fosse stato implicato in una fantomatica rapina, consegnava ad un uomo, con l’aiuto di alcuni complici, oltre mezzo chilogrammo di oro di sua proprietà, convinta dai truffatori che fosse necessario per “scagionare” il marito.
A seguito della denuncia sono state avviate le indagini, condotte per diversi mesi dal Nucleo Contrasto Violenza Stalking e Abusi della Polizia Locale di Trieste e dirette dalla Procura della Repubblica. La ricostruzione dei movimenti del presunto autore della truffa è stata possibile grazie ad un’attenta attività investigativa, condotta dagli operatori del Nucleo, anche con l’ausilio delle immagini delle telecamere di videosorveglianza, le dichiarazioni dei testimoni e la minuziosa analisi del traffico telefonico.
Gli accertamenti hanno così permesso di identificare il presunto responsabile, il quale si trovava già presso una casa circondariale di un altro Comune, nei cui confronti è stata disposta la misura della custodia cautelare in carcere.
Si precisa infine che il procedimento nei confronti degli indagati è in fase di indagini preliminari. Le acquisizioni investigative hanno natura provvisoria: i provvedimenti cautelari emanati e le contestazioni formulate non hanno carattere definitivo.
Inoltre, per il principio della presunzione d’innocenza, le persone sottoposte ad indagini non possono essere considerate colpevoli prima dell’accertamento definitivo della responsabilità.
Perciò non sono fornite generalità dell’indagato, né elementi per la sua identificazione.
Si raccomanda infine di prestare attenzione a questo tipo di truffe e di denunciare alle Forze dell’Ordine situazioni analoghe.




