Nel rispetto dei diritti delle persone indagate e della presunzione di innocenza, per quanto risulta allo stato, salvo ulteriori approfondimenti e in attesa del giudizio, si comunica quanto segue.
Nella tarda mattinata del 21 ottobre 2026, operatori in borghese della Polizia Locale di Trieste (Nucleo di Polizia Giudiziaria), nell’ambito di un servizio rivolto alla prevenzione e repressione dell’illecito traffico di sostanze stupefacenti e psicotrope nella zona piazza Libertà/Porto Vecchio, notavano un soggetto già noto agli operatori per essersi reso responsabile in passato di reati connessi allo spaccio di stupefacenti.
L’uomo, che si trovava seduto in apparente attesa vicino a un cestino per i rifiuti, veniva attenzionato a debita distanza fino a quando veniva raggiunto da un secondo soggetto.
Tra i due, dopo un breve cenno di saluto, avveniva un veloce “scambio di mano” che agli operatori appariva immediatamente la possibile compravendita di sostanza stupefacente.
Fermato a poca distanza l’acquirente, senza mai perdere di vista l’altro, presumibilmente in in attesa del successivo cliente. Il controllo a carico dell’acquirente dava un riscontro positivo in quanto veniva trovato in possesso di una quantità di hahsish per uso personale.
A quel punto gli operatori fermavano il primo soggetto che veniva trovato in possesso di denaro contante e di numerosi dosi anche di cocaina pronte ad essere spacciate, nascoste proprio sotto al
cestino dei rifiuti vicino al quale si era seduto.
L’uomo veniva quindi tratto in arresto e condotto presso la caserma San Sebastiano per gli accertamenti di rito. Di un tanto veniva data immediata comunicazione al PM di turno Sost. Proc. Dott.ssa Ilaria Iozzi che ne disponeva l’associazione presso la locale casa circondariale.
Si precisa infine che il procedimento nei confronti degli indagati è in fase di indagini preliminari. Le acquisizioni investigative hanno natura provvisoria: i provvedimenti cautelari emanati e le contestazioni formulate non hanno carattere definitivo.
Inoltre, per il principio della presunzione d’innocenza, le persone sottoposte ad indagini non possono essere considerate colpevoli prima dell’accertamento definitivo della responsabilità.
Perciò non sono fornite generalità dell’indagato, né elementi per la sua identificazione.




